mercoledì 12 giugno 2013

Grida di dolore

Ogni volta che avviene un' immane tragedia, uno dei meccanismi che si instaura è quello della " recriminazione".

Lo Zingarelli ci spiega che questo vocabolo significa " accusa, lagnanza, rimprovero".

Con immenso dolore, vengono alla memoria ( fra moltissimi
altri ) i disastri della diga del Vajont, della diossina di Seveso,
del naufragio del Moby Prince, dei reiterati terremoti.

Alcuni possono aver avuto segnali premonitori, altri no.

Ma quando il grido di dolore ( Confindustria, Piazza Affari,
Confartigianato, etc....) è pressoché quotidiano, allora
l'Apocalisse ( annunciata ) non potrà essere solo "recriminata" ma anche " imputata" perché le grida di
dolore non sono solo di oggi:

allarme Italia 
    
 allarme Francia

allarme Spagna  







venerdì 7 giugno 2013

Growth rate

A proposito di Reinhart e Rogoff,  avevo già letto l'articolo di
Arindrajit  Dube tradotto da Sebastiano Marino su Keyneseblog che verte sulla connessione debito pubblico/crescita.

Confesso che avevo fatto una certa fatica ad assimilarne il
contenuto, date le mie scarse cognizioni di statistica,rimaste
ai lontani tempi dell'università.

Il grafico sopra riportato mi viene ora in aiuto e - ad esclusivo
supporto della mia asinaggine - mi trascrivo qui di seguito
un po' di annotazioni che mi sono appuntato, qualora decidessi di ritornare in argomento:

A) nell'asse delle ascisse figurano i dati del debito pubblico
     di venti paesi nell'arco di tempo che va dal 1946 al 2009
     scadenzati ogni 15 anni ( fasce )
     1946-1961 =   0,30%
     1962-1977 =   30-60%
     1978-1993 =   60-90%
     1994-2009 =   90%

B) nell'asse delle ordinate figura la crescita così suddivisa per
     colonne:
     marrone scuro: crescita dei 5 anni precedenti
     intermedia: crescita durante i 5 anni
     marrone chiaro: crescita nei 5 anni successivi

C) specie per le fascie 60-90%  e  90%, la crescita bassa è nei
     primi 5 anni ( prima che il debito aumenti ).





domenica 2 giugno 2013

Massacro

Questo grafico ha un grandissimo pregio: è estremamente chiaro e fa vedere come- al momento attuale- il rapporto debito/pil è
nell' ordine del 127% (centoventisette per cento).

Se si prende questo dato e lo si mette a confronto con le Regole base del Fiscal Compact, vengono i capelli dritti (per chi ancora li ha).

Infatti - nella situazione in cui siamo ( che il grafico evidenzia
spietatamente ) - il pareggio strutturale di bilancio prevede d'ora
in poi:

A) un deficit ( rapporto deficit/pil ) annuo massimo tollerato dello
      0,5% ( mezzo per cento annuo );

B)  a partire dal 2014,una riduzione del debito pubblico eccedente
      il 60% ( noi siamo al 127%,come visto sopra ) al ritmo di 1/20
      all'anno ( un ventesimo all'anno ); 

provate a fare due conti........